Dis-appointment

Mentre non c’eri il sole è tramontato troppe volte senza che ci fossimo noi a guardarlo. Ogni volta timido e con le guance paonazze è affondato nel mare rosso fuoco. Penso sia ancora offeso e stia aspettando impaziente le nostre scuse.

Mentre non c’eri sono cambiati i giorni, le settimane, i mesi, le stagioni, gli anni, le temperature e la distanza del Sole dalla Terra, e forse anche l’inclinazione terrestre. E’ cambiato il mondo tant’è che sembriamo sull’orlo di una crisi, o di una guerra. Ma per quanto mi riguarda, l’unica guerra possibile è quella che potrei scatenare se non mi riportano subito da te.

Mentre non c’eri sono cambiata io. E non solo perché ho comprato delle nuove scarpe e dei nuovi vestiti che non mi hai ancora mai visto addosso.
Giuro però, che non ho buttato nessuno di quelli che ti piacevano.

Mentre non c’eri i miei capelli non hanno smesso di crescere così che quasi quasi l’anno prossimo potrei candidarmi per la versione mora di Raperonzolo. Tu però non ti arrampicare ché poi se no io piagnucolo perché mi tiri i capelli.
Sai quanto sia sensibile.

Mentre non c’eri ho incontrato così tante persone e così tanti uomini come te, alcuni dei quali sarebbero potuti essere al tuo posto ad attendermi per stringermi e non lasciarmi andare più. Ma ad aspettarmi io ho te.
O così pensavo.

Mentre non c’eri ho dato fiducia ad un sacco di gente e confidenza a molte di più, cosa che forse a mia madre non sarebbe piaciuta poi tanto, dato che ciò sarebbe stato la riprova del mio aver disobbedito ad suo “non dare confidenza agli estranei“.
Al suo “non accettare caramelle dagli sconosciuti” però, ho fatto attenzione.

Mentre non c’eri ho ripreso i contatti con persone che non sentivo da tempo. Non che fosse colpa tua, semplicemente se ne è presentata l’occasione. Non avevo ancora realizzato quanto avevo rischiato di perdere per quella che possiamo etichettare come “mancanza di tempo“, ma spesso è semplicemente pigrizia. La stessa che rende indifferente per te un giorno, un mese, o un anno in più senza di me.

Mentre non c’eri ho avuto l’opportunità di trascorrere molti momenti da sola, utili per pensare e porsi domande, pericolosi per le imprevedibili risposte. Il danno potrebbe ancora dirsi contenuto se mi limitassi a trovare una sola risposta ad ogni domanda, ma così non è. Finisce sempre che per ogni problema dipingo svariati scenari. Fatalità però, non se ne verifica mai nemmeno uno e io rimango sempre estremamente delusa. In alcuni casi, mortalmente.

Mentre non c’eri ho pianto perché non c’eri. Nè con il corpo, né con la mente, a volte. C’era solo tantissima tristezza che, come i gas nello spazio, si espandeva a vista d’occhio per occupare tutto l’ambiente circostante.

Mentre non c’eri mi sei mancato molto. Tanto. Troppo.
Per tutta risposta hai continuato a non esserci.

Mentre non c’eri un sacco di gente mi ha chiesto di te. “Come sta?”, “Come va?”, “Cosa fa?”, “Come fate?“. Al contrario di molte altre cose, le risposte a queste domande non sono cambiate, cosa che spesso scatenava il tacito disappunto dei più invidiosi.

Mentre non c’eri la gente faceva previsioni e stime, dava i numeri e tentava la sorte scommettendo sulla nostra pelle. La loro sfortuna non sembra aver voltavo la faccia.
Forse.

Mentre non c’eri ho viaggiato molto. Ho visto posti di cui non vorrei raccontarti però. Avrei voluto fossi semplicemente lì. Ma non c’eri.

Mentre non c’eri ho temuto che non ci saresti più stato. Un po’ perché io sono orgogliosa e testarda, un po’ perché tu non dai peso a problemi che lo meriterebbero e a volte fai finta non esistano pur di non affrontarli.
Evitare di litigare non è un’azione eroica.

Mentre non c’eri ho fantasticato su come sarebbe stato quando ci saresti stato di nuovo. Ho mille e più versioni nella testa; puoi scegliere quella che vuoi, anche più d’una e amalgamarle insieme, basta che tu ti decida.
Hai preferito non sceglierne nessuna.

Mentre non c’eri ogni volta che mi sentivo dire “Torna” te lo avrei voluto gridare di rimando. Sapevi quanto fosse impossibile e quanto invece avrei avuto bisogno di averti lì. Sentirselo dire non faceva altro che fare più male. Così ora sai anche che il silenzio è la mia risposta al dolore.

Mentre non c’eri non è andato sempre tutto bene. Ci sono stati momenti in cui avrei avuto bisogno di essere protetta e tu non c’eri, momenti in cui avrei avuto bisogno di essere difesa e tu non c’eri, momenti in cui avrei avuto bisogno fossi stato lì e basta. Ma non c’eri. E nessuno poteva farci nulla.
Non c’eri. Fine.

Mentre non c’eri ho immaginato che ci fossi e ti ho tenuto per mano perché il tempo senza di te passa lento, per non dire mai.
Hai lasciato andare la mia mano.

“Mentre non c’eri mi sono innamorato di te un’altra volta.”
Alice Sebold, Amabili Resti

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