Un disordine di note

Trasse la sedia a sé e si sedette comodo. La fissò negli occhi e allo stesso modo in cui due poli opposti si attraggono con forza, i loro corpi si fecero più vicini come carichi di un’energia straordianria. Lei si avvicinò, si fece più vicina, ma non troppo perché non voleva disturbare “il momento dell’artista“ come amava figurarselo. Si appiattì contro lo stipite della porta e scese verso il basso, accucciandosi in un atteggiamento estremamente tenero sul pavimento. Si portò le mani al volto come ad incorniciarlo e poggiò i gomiti sulle cosce allineate. La sua espressione non era volontaria ma forse era proprio questo a renderla così unica. Impossibile descriverla: era insieme trasognata, entusiasta, felice, ma soprattutto innamorata. Le prime note iniziarono a riempiere la stanza, amava pensare che suonasse per lei, che lo facesse pensando a lei, un po’ egoisticamente si sentiva la sua musa in quel momento. E non ci crederete ma adorava tutte le figure che si creavano nella sua testa dipinte da quelle note così colorate e colorite. Chiuse gli occhi per assaporare meglio l’atmosfera. Avrebbe voluto che ogni istante come quello non finisse mai ed era quella la ragione per cui cercava di introiettare il maggior numero di informazioni possibili, così da poterlo riportare alla mente quando ne avesse sentito il desiderio. Si sentiva così leggera, aveva persino dimenticato di avere un aspetto corporeo tanto da non sentire che gambe e piedi le si stavano intorpidendo.

Allungò una mano verso di lei come a cercarla, per trarla più vicina a sé, per sentirla ancora un po’ di più, mentre con l’altra continuava ad armonizzare qualcosa di improvvisato. Non servivano parole in quel momento. Lei si avvicinò spontaneamente e lo avvolse in un tenero abbraccio da dietro, di quelli che sapeva lui amava e appoggiò il mento sulla sua testa, godendosi anche il profumo dei suoi capelli, così soffici. Nel riflesso della finestra che avevano di fronte si potevano intravedere le loro figure specchiarsi morbidamente e apparire dalla penombra come intorpidite dall’atmosfera. Le piaceva seguire con gli occhi le dita di lui muoversi veloci e zampettare tra un tasto e l’altro, ma le piaceva molto di più quando lui immaginava la sua pelle coperta da una tastiera e si divertiva ad improvvisare arie e fughe. Non l’avrebbe mai ammesso ma in quel momento provava uno strano sentimento di gelosia nei confronti di quei piccoli tastini bianchi e neri. In fin dei conti non aveva tutti i torti, lo stava condividendo con la Musica, un’amante estremamente volubile e pericolosa, a cui è impossibile tenere testa.

Unica – Antonello Venditti

Alessandra Favaro

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6 pensieri su “Un disordine di note

      1. Se hai SKY, lo danno Martedì alle 11:35 su SKY Cinema 1. Se ti va, poi fammi sapere come l’hai trovato. Se invece non dovessi più sentirti, per me avertelo fatto scoprire è già una grande soddisfazione. Grazie a te per la risposta! 🙂

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