Sospiri d (‘) istanti

Dita intrecciate
Mani aggrovigliate
Braccia che stringono
Gambe che tremano
Respiri che fremono
Labbra che sussurrano…

Le piaceva sentirlo così vicino.
Ogni volta le sembrava che tutto scomparisse in quel momento, tutto tranne le loro anime che diventavano così consistenti che avrebbero potuto proiettare la loro propria ombra su una parete bianca come in un set televisivo privo di scenografia.

E poi quelle ombre che all’inizio erano due, finivano per fondersi in una sola meravigliosa chiazza di buio nella luce. Perché un abbraccio non è altro che la fusione di due corpi in uno unico, è come due cuori che iniziano a battere allo stesso ritmo sincronizzandosi estemporaneamente, due respiri che fanno ondeggiare i diaframmi in un valzer all’insegna della perfezione, perché l’uno asseconda l’altro.

E quando poi si scostavano leggermente per ritrovarsi nei reciproci sguardi, lei non poteva non sorridere divertita nel vedere che qualcuno dei suoi capelli era rimasto impigliato nella barba di lui. Era come se anche il suo corpo opponesse resistenza all’interruzione di quel momento. Così lei interpretando se stessa, ritornava ad annegare tra le sue braccia dopo aver scostato quei fili di seta scura che le incorniciavano il volto, e si lasciava andare come una bimba fa con il proprio papà perchè sa di non aver nulla da temere.

Clair de Lune – C. Debussy

Alessandra Favaro
@AleF
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