Lettera ad un uomo

Caro Uomo,

è una Donna che ti scrive e lo fa perché vuole delle spiegazioni sull’assurdità di molti modi di fare ormai codificati dei i due sessi di cui siamo rappresentati.

Ecco vedi, vorrei sapere davvero tanto perché a voi si perdona qualsiasi cosa, dalla scappatina con un’altra, chiamala poligamia se vuoi, al naso storto fino ad arrivare a cose apparentemente di poco rilievo come un abbinamento dei vestiti non troppo azzeccato. A noi tutto ciò non è permesso, né un chilo di troppo, né un capello fuori posto, non va bene un trucco pesante come non va bene un trucco troppo leggero, non possiamo avere la luna storta, dobbiamo essere sempre sorridenti anche se magari stiamo camminando su dieci o più centimetri di tacco e magari lo stiamo facendo proprio per voi. Non possiamo non essere impeccabili nemmeno quando siamo a fare la spesa, mentre voi ci potete andare in tuta, in infradito, in canotta, fa lo stesso, davvero per voi non ha nessuna rilevanza.

E poi sentenziate che le donne sono complicate, sono enigmatiche, non sanno nemmeno loro cosa vogliono, sono contradditorie, sono incoerenti. Già. Vorresti forse dire che gli uomini non lo sono?! Semplicemente si chiama diversità, sotto molti aspetti, anche nel modo di pensare, e non esiste giusto o sbagliato, esiste uomo e donna, universi separati ma in continuo contatto tra loro e di continuo a confronto.

Una donna deve saper anche essere padrona di sé, deve essere forte quando le circostanze lo richiedono, tenera quando ne sarà il momento e non importa se non è semplice capire e distinguere una situazione dall’altra, lei lo deve sapere punto e basta perché tutto ciò le è stato imposto e le si è catapultato addosso nel momento stesso in cui è venuta al mondo. Una donna non può nemmeno guardarsi attorno come fate voi perché passerebbe per una ragazza poco seria, la cui testa non è sulle spalle. Delle scappatelle non parliamo nemmeno, diventerebbe automaticamente una puttana, ma l’uomo invece può e quando torna deve anche essere perdonato altrimenti la donna passerà da stronza e a seguire una catena di improperi inimmaginabili. Insomma, il nostro essere è determinato dal pensiero maschile e da quello che voi pensate e dite a noi, “il sesso debole”. E anche quando abbiamo provato e tentato di emularvi non ci è stato possibile, avete messo un freno alle nostre ambizioni perché la paura che potessimo sorpassarvi in quelli che erano visti come i vostri ambiti esclusivi era troppa. Così, cercando di non dare troppo nell’occhio ci avete rimesso a posto oppure ci avete concesso una piccola apertura ma pur sempre fittizia, diciamoci la verità.

Una donna deve essere spontanea nella sua finzione, e non può sbagliare reazione altrimenti cade il palco. Ma anche noi ci prendiamo le nostre piccole vendette, anche se chiamarle così è una gran presa in giro del nostro sesso, e avviene in amore perché lì (è un gran peccato per voi e soprattutto una gran sconfitta doverlo ammettere!) siamo noi a comandare. Una donna decide immediatamente, non esiste il dopo, il forse, è solo per essere un po’ più educata e un po’ meno crudele e cruenta nei vostri confronti che usa termini come questi. Lei sa già in cuor suo cosa vuole, dove vuole arrivare, dove si fermerà e dopo quale vostro gesto o parola potrebbe forse cambiare parzialmente idea. Ma è una vendetta misera perché spesso, troppo spesso, finisce che questa donna potrebbe avere milioni di uomini ai proprio piedi, uno migliore dell’altro, uno più dolce dell’altro, uno più disponibile dell’altro, perché è lei a tenere il coltello dalla parte del manico in questa situazione quindi anche le posizioni di forza sono ribaltate, eppure a lei piace l’unico che non potrà mai essere suo, quello impegnato, quello egocentrico, quello che non la considera e se lo fa è solo per un suo personale tornaconto, quello che non le dà quasi mai soddisfazione, quello che la tratta quasi come un uomo, perché a lui non interessa nulla se piange e si danna l’anima per lui, ci prova soddisfazione, se ne sente lusingato ma mai le offrirà la propria spalla per trovare un po’ di conforto e consolazione, non lo farà perché la sua testa e soprattutto il suo cuore sono altrove quindi la tratterà come un gioco, e si divertirà molto e questo piacere deriverà anche dalla sofferenza di lei che non capirà. No, lei continuerà a soffrire e a credere disperatamente in un amore che non ci sarà mai e che non potrai mai esserci e non si curerà di tutti gli altri uomini che invece saprebbero volerle bene, apprezzarla, darle tutta la dolcezza di cui avrebbe bisogno in un simile momento. Quell’amore non ci sarà mai perché stiamo parlando di un sentimento che non può essere biunivoco e in ogni caso deve essere equilibrato, non può sussistere un rapporto dove uno dei due ami più dell’altro. E così lei continuerà a cadere e a rialzarsi, a rattoppare il proprio cuore e a rifarselo strappare solo per il gusto di vedersi ancora tra le sue braccia per un’ultima volta. E ogni volta si ripeterà che sarà l’ultima, che saprà porre fine alle proprie illusioni ma lui non l’aiuterà, asseconderà anzi la sua difficoltà, sarà la fonte delle sue gioie e dei suoi dolori che non avranno fine. Non c’è fine fino a quando lei non capisce e riesce ad arrabbiarsi di nuovo, ritrova la forza e se la prende con se stessa, non con lui, con lui no perché non ce la farebbe; la realtà è che lo amerà per sempre. Si disprezza per quello che si è fatta, per il male che si è autoinflitta e finisce così un altro capitolo della sua storia. Non dimenticherà e nemmeno scorderà il sentimento che per lui provava ma ormai è cresciuta. Ora può ritornare ad essere la donna fiera di essere tale, può trarre di nuovo piacere dagli occhi di quegli uomini che si accontentano di possederla con il solo sguardo perché riconoscono che qualsiasi loro tentativo di approccio risulterebbe deprimente, può camminare disinvolta per le strade della città sicura di sé, sicura di piacere anche se non troppo convinta di piacersi.

Astor Piazzolla – Libertango

La Donna
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